Vit.En

Mal Bianco della Vite

Sintomi

Germogli a bandiera. Rappresenta una specifica sintomatologia provocata dallo svernamento miceliare dell’oidio accanto alle gemme. Quando in primavera le temperature si fanno confacenti con lo sviluppo fungino questo interessa i primi germogli in fase di accrescimento. Le giovani foglie tendono a ripiegare i margini verso l’alto e pian piano a ricoprirsi, come l’intero germoglio, da una coltre grigio-biancastra assumendo il nome di “bandiere”. Tali sintomi, come ricordato, sono tipici di uno svernamento miceliare da parte del fungo, che avviene esclusivamente a seguito di inverni piuttosto miti, tipico quindi del sud Italia e più in generale di zone vitivinicole temperato-calde (Midi francese, Spagna, California ecc…).

Sintomi fogliari. L’oidio tende a svilupparsi lungo le nervature principali, creando degli ingiallimenti irregolari, che tendono a scurirsi. Alla comparsa dei corpi fruttiferi si evidenzia un velo biancastro che può diffondersi sino ad interessare completamente entrambi i lembi fogliari. Infine la foglia assume un portamento irregolare sia al centro sia ai margini, che tendono a ripegarsi verso l’alto.

Sintomi su grappolo. Il grappolo può venire interessato in ogni periodo del proprio accrescimento sia esso in fase fiorale, sino alla raccolta, ma è durante l’accrescimento acini che risulta più sensibile. I sintomi si evidenziano come una lieve patina polverosa esterna all’acino, solitamente concentrata nella parte più interna del grappolo. Tale muffa biancastra può rapidamente colonizzare l’intero frutto e quelli vicini. L’azione meccanica dell’oidio sulla parete cellulare non permette un omogeneo accrescimento dell’acino, che in caso di infezioni molto intense si spacca. A questo punto la bacca appare svuotata e di colore scuro.

Sintomi su germoglio. I germogli, sia verdi che in fase di lignificazione, possono presentare caratteristici sintomi riconducibili al mal bianco. Esso si nota con la solita muffa bianca e polverosa, accompagnata in secondo luogo da chiazze necrotiche più o meno diffuse. Esse compromettono, tra l’altro, anche la resistenza meccanica del germoglio stesso.

Ricerca per Tag: Mal Bianco della Vite

Difesa della vite e qualità del vino.

Di Daniele Eberle Da Vitenda 2012 L'autore riporta i dati di alcune prove condotte in Piemonte, evidenziando l'interazione tra alcune malattie fungine come peronospora e oidio ed i livelli di maturazione e la qualità delle uve.

Effetti collaterali sui fitoseidi (Typhlodromus Pyri) di antiodici impiegati in vigneto

di Paolo Morando, Albino Morando, Dino Bevioneda Informatore Agrario numero 18 del 1992La crescente aggressività del mal bianco della vite porta ad un impiego ripetuto degli antioidici (fino a sei interventi annui). E' parso quindi [...]

Esperienza di difesa antioidica in Toscana

di Egon Egger Attraverso un esperimento, effettuato in Toscana dall’istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano Veneto sull’oidio, si è giunti alla compilazione di un modello di simulazione dello sviluppo [...]

Nuovi mezzi di lotta alle malattie fungine della vite

di Maria Lodovica Gullino Si esamina la difesa della vite dalle tre principali malattie crittogame: peronospora, oidio e botrite. Vengono citati i nuovi fungicidi, sia quelli già in commercio che quelli in fase avanzata di [...]

Moscato. L'oidio compromette la qualità del prodotto

Daniele Eberle, Salvatore Giacoppo Da Millevigne n. 2 del 2013 Una prova biennale eseguita nel comune di Calosso (AT) su Moscato ha messo a confronto diverse linee di difesa antioidiche con un testimone non trattato.

L'oidio della vite nell'Italia meridionale.

Di M. Miazzi e A. Santomauro Da Vitenda 2010  

Biologico. Le alternative al rame

Riccardo castaldi Da Millevigne n. 1 del 2013 L'articolo presenta le alternative all'uso di rame e zolfo nella lotta alle malattie fungine della vite, in agricoltura biologica: dagli induttori di resistenza ad alcuni prodotti.

Lotta all'oidio della vite con derivati formulati da alghe

DI Fabio Sozzani, Albino Morando Atti Giornate Fitopatologiche, 12, 257 - 262, 2006 RIASSUNTO Nel 2005, in vigneti favorevoli allo sviluppo dell’oidio, sono stati confrontati formulati a base di estratti di alghe, arricchiti con [...]

Evoluzione dei principi attivi antioidici

Lorenzo Lelli, Mauro E. M. D'Arcangelo Da Vitenda 2011 Uno sguardo onnicomprensivo sui principi attivi contro l'oidio della vite, scoperto in Inghilterra nel 1845 e segnalato in Italia due anni dopo. Allo zolfo impiegato inizialmente e [...]

Efficacia di nuovi principi attivi nella prevenzione dell'oidio su vite

Di Sozzani F., Morando A., Morando D. Atti Giornate Fitopatologiche, 2, 329 - 334, 2008 Un aprova in cui sono state testate diverse sostanze attive di recente registrazione  su due vigneti solitamente molto predisposti ad infezioni di oidio.
Pagina:
1
234>>