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EFFETTO DIRADANTE DEI FITOREGOLATORI: ESPERIENZE CONDOTTE IN TRENTINO

di Roberto Lucin, Francesco Fellin, Maurizio Bottura
 
L’obiettivo del viticoltore è quello di produrre uva sana e ben matura, con minimi residui di antiparassitari e che rientri nei limiti produttivi stabiliti dai disciplinari di produzione. Per alcune varietà, come Pinot Grigio e Pinot Nero, l’ottenimento di uva sana esente da botrite e marciume acido costituisce una condizione di primaria importanza, che influisce spesso in maniera decisiva sulla resa economica del vigneto. Al riguardo, ogni cantina applica un proprio regolamento di valorizzazione delle uve, attraverso un coefficiente di detrazione calcolato in base alla presenza di uva guasta. Molti sono gli interventi che il viticoltore può eseguire nel vigneto per ottenere migliori risultati: scelta di selezioni clonali con grappoli il più possibile spargoli; adozione di adeguate forme di allevamento che migliorino il microclima e l’esposizione alla luce dei grappoli. I sistemi a spalliera al riguardo si sono dimostrati più rispondenti rispetto alla pergola tradizionalmente adottata in Trentino; adozione di pratiche agronomiche che evitino la forzatura e l’eccessivo vigore; interventi di diradamento manuale e chimico.