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Destinazione dei sarmenti

Destinazione dei sarmenti

In passato (non più di 50 – 60 anni fa) i tralci erano preziosi per il riscaldamento domestico, l’interramento nel filare del vigneto e per il riscaldamento dei forni per la cottura del pane. Diventate antieconomiche queste destinazioni e risultato poco valido l’utilizzo come alimento per bovini per un certo periodo (anni 1965-1980) si è provveduto quasi generalmente alla bruciatura degli stessi raccolti a mano o con rastrelli trainati dalla trattrice.

Il sistema sicuramente più comodo è quello della trinciatura tramite apposito trinciasarmenti.

Nei vigneti pianeggianti e con adeguate distanze tra le file è possibile il recupero tramite imballo dei sarmenti. Su questo aspetto occorre molta attenzione nel valutare la convenienza dell’operazione. La massa dei sarmenti può variare mediamente da 15 a 30 q/Ha con il 50% di umidità, quindi 8-17 q/Ha di materiale combustibile del valore approssimativo di 150-300 euro/ha. Da tenere presente che in collina è quasi sempre impossibile transitare agevolmente nel vigneto nel periodo invernale per cui, a parte la convenienza, talvolta c’è l’impossibilità di effettuare il recupero.

Un impiego molto particolare e limitato dei sarmenti è quello di utilizzarli per riempire i rivoli causati dall’erosione a seguito di eventi piovosi eccezionali

 

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